Konmaritunnel e convivenza: la fase ‘marito’ – Konmaritunnel and living together: the husband phase

La fase del decluttering dei miei vestiti, libri, oggetti ecc. in stile konmari si è conclusa felicemente ormai qualche mese fa.

Trovate i post relativi a questa fase nella categoria: ‘decluttering’.

ENGLISH VERSION

I finished my decluttering some months ago.

See the posts about this in category ‘decluttering’.

Continua a leggere…

Annunci

#konmaritunnel: fase finale – gli oggetti e i ricordi

#konmaritunnel: il riordino definitivo. Finalmente sono riuscita a concludere la fase del riordino con gli oggetti e i ricordi.

image
Una mensola ‘riordinata’ in soggiorno. I miei 5 pesci rossi, 2 candele etniche, telefono e modem. Sopra, la mensola con i libri del mio compagno ‘non ancora selezionati dal metodo #konmari’ 😉

Come avevo già dichiarato in altri post (se li hai persi, li trovi nella categoria DECLUTTERING), per me la fase del riordino è stata più complicata di quelle di eliminazione.

 È stato molto più semplice buttare il superfluo, il brutto e il vecchio, piuttosto che decidere una sistemazione per ogni oggetto rimasto.

Continua a leggere…

#konmaritunnel – i libri

Oggi ho ripreso (anzi, ovviamente non l’ho mai lasciato… Ci sono dentro fino al collo!) il mio #konmaritunnel.

La fase dei vestiti è terminata. Ieri sera ho deciso, su esplicita richiesta di mia mamma e mia sorella e con la promessa di non creare accumuli inutili in altre case, di mostrare loro i miei abiti ‘eliminati’ affinché scegliessero quelli di loro gradimento, e così è stato.

Entrambe hanno scelto qualcosa per il loro guardaroba. Il resto dei ‘sacchi’ ora giace nel mio garage in attesa di essere portato, al più presto, al mercatino dell’usato e, una parte, nei contenitori dell’Humana.

Oggi, prima di passare ai libri, ho deciso di fare decluttering della biancheria per la casa (asciugamani e tovaglie).

Devo ammettere che, non essendo mai stata, per mia fortuna, un’accumulatrice, sono riuscita a liberarmi abbastanza in fretta della mia biancheria casalinga inutile.

Poi, mi sono tuffata sui libri. La maggior parte dei miei libri, dei tempi dell’università e precedenti, si trova a casa dei miei genitori (prima o poi bisognerà fare decluttering anche lì ma… Una cosa alla volta, prima la MIA casa!), quindi, non ne ho avuti moltissimi tra cui scegliere, menomale!

Se vi siete persi la parte del ‘metodo’ relativa ai libri, la trovate qui

  

  

A poco a poco ne ho eliminate 3 borse (quelle di plastica per la spesa, per intenderci).

Tra i libri che ho tenuto perché fanno parte del mio ‘Olimpo’ personale, ci sono questi, ovviamente:

Sono fiera di me per quello che sono riuscita ad eliminare fino ad adesso 🙂

Però, quando penso al fatto che, non vivendo da sola, per raggiungere ‘la mia casa ideale’ c’è bisogno che anche il mio compagno entri nel tunnel e si decida ad eliminare un po’ di cose… Vengo presa dallo sconforto! Confido nel fatto che, vedendo le mie cose in ordine, venga voglia anche a lui! Ce la farò! 😉

Il magico potere del riordino – Parte Quinta

Siamo arrivati all’ultima parte del libro di Marie Kondo.

Se avete perso le precedenti, cliccate qui:

Parte prima

Parte seconda

Parte terza

Parte quarta

Questa parte conclusiva è molto bella ed importante secondo me.

Konmari dice che spesso le persone che incontra per lavoro si lamentano di non sapere cosa vogliano davvero fare nella vita. Secondo lei, (e anche secondo me) le nostre passioni vere non cambiano. Da bambina lei era la responsabile dell’organizzazione della classe! 🙂

Ripensiamo anche noi a cosa ci piaceva fare da bambini. Grazie al riordino si può ritornare alle proprie vere radici, com’è capitato ad un’amica dell’autrice che lavorava per una grande azienda informatica e, dopo la fase del riordino, si accorse che le erano rimasti solo libri sull’assistenza sociale. Si licenziò dall’azienda e fondò una sua società di baby-sitting. Ci sono molti esempi di questo tipo e la conclusione è che ‘Le vite di chi riordina in una volta sola, in poco tempo e senza tralasciare nulla, sono destinate a cambiare radicalmente’.

L’operazione di scegliere ciò che ci piace, ripetuta molte volte, accresce la fiducia nella propria capacità di giudizio e una migliore capacità di giudizio corrisponde ad una maggiore autostima.

Tornando al riordino, non è difficile capire se le cose che abbiamo ci emozionano ancora oppure no. Il difficile è decidersi a buttarle via. I motivi che ci spingono a non buttarle sono 2: attaccamento al passato e ansie per il futuro. Ogni volta che ci si imbatte in un oggetto che non si riesce a buttare bisognerebbe chiedersi a quale di queste 2 tendenze stiamo soggiacendo oppure se si tratta di un mix di entrambe. Non bisogna né accumulare né buttare via tutto, ogni cosa deve essere presa in mano e considerata singolarmente. Questo ci permette di capire quali sono i valori che guidano la nostra vita. Prima si affrontano le nostre cose, meglio è. Cominciamo subito.

Potrebbe anche capitare di buttare qualcosa e scoprire in seguito che ci sarebbe servito. Anche in quel caso, esistono delle soluzioni pratiche da scegliere nel momento preciso in cui ci accorgiamo. Non è una questione di vita o di morte non avere qualcosa.

In alcuni punti del libro, Marie Kondo parla di una certa sacralità della casa, di salutarla anche inchinandosi quando si rientra dopo il lavoro ecc. Per noi occidentali, per me almeno, non è facile capire questa parte. L’unica cosa che mi ripropongo di fare è, quando opero le mie scelte di decluttering, chiedermi con quali oggetti starebbe meglio la mia casa e, se la casa fosse animata, (cosa che è difficile da pensare, me ne rendo conto) cosa vorrebbe ospitare dentro di sé.

Quando si fa il ‘riordino’ spesso si dimagrisce. Accumulare oggetti o vestiti e mangiare o bere in eccesso hanno un obiettivo in comune: alleviare l’ansia, quando si eliminano gli oggetti in eccesso si capisce anche qual è la quantità sufficiente di oggetti, ma anche di cibo o bevande.

Può capitare anche di conservare dei vestiti o oggetti non particolarmente belli o utili secondo i canoni comuni. Non importa. Ciò che importa è che possederli ci renda felice.

L’ultima raccomandazione, già fatta più volte nel libro, è che il riordino venga fatto nel più breve tempo possibile. La vita vera inizia dopo il riordino.

Siccome non vedo l’ora di ‘sentirmi più leggera’ in tutti i sensi e di essere circondata solo da ciò che davvero mi piace, inizio. E poi vi dirò come me la sto cavando!

Il magico potere del riordino – Parte quarta

Bene. Seguendo i post sul riordino fin qui proposti:

Parte prima

Parte seconda

Parte terza

ormai dovremmo avere intorno a noi soltanto cose che ci piacciono e/o ci servono davvero.

Secondo Konmari, a questo punto, per evitare l’effetto boomerang che riporterebbe la casa nel caos in un batter d’occhio, è necessario stabilire una collocazione per ogni cosa. Prima di fare questo, ovviamente, è necessario aver terminato di buttare via tutte le cose che non vogliamo. Di norma, al termine della fase di decluttering vera e propria, le cose che rimangono in una casa sono 1/3 o 1/4 di quelle che c’erano in precedenza. Procediamo con l’organizzazione:

1. Bisogna organizzare lo spazio nel modo più semplice possibile. No alle soluzioni ingegnose. Le regole da seguire sono: collocare nello stesso posto le cose della medesima categoria e gli spazi in cui riporre le proprie cose non devono essere sparsi in tutta la casa. Un’ulteriore divisione per chi vive con la famiglia è: per oggetto e per proprietario. Bisogna assolutamente separare chiaramente lo spazio dei diversi appartenenti al gruppo. Ad esempio, i vestiti, i giocattoli e altri oggetti di un bambino devono essere tutti messi nella stessa stanza. Spesso non è possibile che ogni componente abbia una stanza per sé. Si può però stabilire, all’interno di una stanza la parte che ‘appartiene’ ad ogni membro della famiglia per creare, per ognuno, uno spazio ‘sacro’, tutto per sé.

2. Bisogna iniziare ad organizzare le proprie cose, solo successivamente quelle in comune. Tutte le cose, dai vestiti agli oggetti, devono essere disposte in verticale. Infatti, accatastando e cose le une sulle altre, rischiamo di dimenticarci di quelle sul fondo e di accumularne troppe.

3. Non c’è bisogno di comprare contenitori particolari. Tutto si può risolvere con quello che si possiede già purché sia di forma quadrangolare. Ad esempio, si possono usare scatole per le scarpe per riporre calze e biancheria intima negli appositi cassetti o per mettere i detersivi per la casa o per gli oggetti che si usano meno di frequente come le tortiere o le teglie da forno da collocare successivamente su un ripiano.

4. Bisogna mettere le borse dentro ad altre borse per conservarle. Se si possiedono borse di tipi diversi, vanno riordinate per tipo (tutte quelle di pelle una dentro l’altra ecc. Bisogna lasciar fuori i manici in modo da non dimenticare il contenuto della borsa esterna più visibile. Al massimo ogni borsa deve contenerne altre 2 altrimenti si rischia di dimenticarsene.

5. La borsa deve essere svuotata ogni giorno. Ogni oggetto della borsa (portafogli, abbonamento mezzi pubblici ecc.) deve avere una sua collocazione precisa anche nella casa. In questo modo non si rischierà di avere la borsa stracolma di fazzolettini di carta, caramelle scadute, scontrini accartocciati.

6. L’armadio va strutturato nel seguente modo: nei ripiani in alto vanno collocate le cose per una precisa stagione dell’anno (addobbi natalizi, attrezzatura da sci…). Queste attrezzature non devono però mai essere collocate all’interno di scatoloni, ma in verticale, visibili. Per i vestiti si possono usare contenitori di plastica trasparente strutturati come cassetti. La maggior parte delle cose che occupa spazio nella stanza deve essere posizionata nell’armadio (anche le valigie e le mazze da golf, se ne avete!)

7. Non bisogna appoggiare niente sulle superfici del bagno (vasca o doccia) o sui lavandini. Shampoo, docciaschiuma ecc. andrebbero riposti in un armadietto e presi ed utilizzati solo quando servono, poi asciugati e messi via. La stessa cosa vale per la cucina, condimenti, detersivi ecc. tutto deve avere il proprio posto all’interno di armadietti.

8. Gli oggetti religiosi o quelli per la meditazione o quelli relativi agli idoli o a hobby particolari che non volete rendere pubblici, vanno collocati tutti nello stesso posto, quelli ‘segreti’ nell’armadio, creando una zona personale.

9. Appena si acquista un vestito bisogna toglierlo dalla confezione ed eliminare il cartellino del prezzo, mai riporlo nell’armadio senza avere fatto queste operazioni.

Il magico potere del riordino – Parte terza

Sto continuando la lettura del libro di Marie Kondo, ecco i punti principali della parte che riguarda gli oggetti misti e i ricordi.

OGGETTI MISTI

1. Bisogna suddividerli in sottocategorie: – cd e dvd – prodotti per la cura del corpo – cosmetici – accessori – oggetti di valore (libretti bancari, carte di credito) – dispositivi elettronici (fotocamere digitali, cavi ecc.) – utensili di uso quotidiano (oggetti di consumo non durevoli come medicine, prodotti per la casa ecc.) – utensili da cucina, stoviglie – altro. Bisogna conservare solo quello che ha davvero un valore per noi.

2. Monetine: ogni volta che se ne trova una bisogna metterla nel portafogli. Se si possiede un salvadanaio, vi si possono mettere solo le banconote.

Regali e gadget in omaggio: non bisogna sentirsi in colpa se si buttano, molti non sono nemmeno mai stati usati.

Confezioni di cellulari o apparecchi elettronici: una volta appurato che gli apparecchi funzionano, le confezioni sono da buttare.

Cavi: conservare solo quelli di cui sappiamo l’utilizzo e che ci servono davvero. Gli altri sono da buttare.

Bottoni di riserva: devono essere buttati. Se si è sicuri di voler conservare un abito o un cappotto particolare, si può cucire il bottone di riserva nella fodera, per usarlo all’occorrenza.

Radio e TV che non funzionano. Ovviamente sono da buttare.

Campioncini di cosmetici da usare quando si viaggia. Bisognerebbe usarli subito o buttarli. Molti scadono inutilizzati.

Articoli acquistati seguendo la moda salutista del momento (cintura dimagrante, macchina per fare lo yogurt): buttare quelli che non si usano.

3. RICORDI

Sono la cosa più difficile da buttare. I ricordi che si conservano nel cuore, però, non verranno mai dimenticati nemmeno se ci si libera degli oggetti. L’idea dell’autrice è che, pensando al futuro, sia giusto liberarsi in fretta dei ricordi di un passato che vogliamo dimenticare.

Bisogna prenderli tra le mani ad uno ad uno e chiedersi se quel ricordo ci rende ancora felici.

Gli ultimi ricordi da mettere in ordine sono le fotografie.

Ogni volta che se ne trova una nell’operazione di riordino anche delle altre categorie bisogna metterla da parte, in modo da raccoglierle tutte nello stesso punto.

Bisogna togliere tutte quelle che sono negli album ed esaminarle una per una. Mantenendo solo quelle che regalano davvero un’emozione, potrà capitare che 1 giorno di vacanza sia riassunto in 5 foto.

E’ molto difficile anche separarsi dei ricordi legati ai figli. Però, teneteli solo se ancora oggi vi emozionano. Lo stesso vale per le pagelle scolastiche, il grembiule di quando si era bambini ecc. Infine, stesso discorso per i ricordi ed iregali dell’ex-fidanzato o exmarito. Vanno conservati solo se l’oggetto ci piace in sè, altrimenti, via! Buttare! Spazio al nuovo!

No alle scorte. Decine di rotoli di carta igienica, di detersivi, di spazzolini servono solo a farci diventare più ansiosi e spesso non ci rendiamo conto di quanti ne possediamo fino a quando non abbiamo affrontato l’operazione di riordino.

Le parole d’ordine sono: selezionate per categoria, nel corretto ordine e conservate solo ciò che vi rende felici.

Quando questo si realizza, si è pervasi da una sensazione di freschezza che non si vorrà più abbandonare. Ognuno di noi ha un’idea diversa della giusta quantità da possedere. Perciò, è giusto continuare ad eliminare fin quando non si percepisce chiaramente di aver raggiunto la giusta quantità di oggetti secondo ognuno di noi. Secondo l’autrice, in quel momento, si percepirà chiaramente un ‘CLIC’ dentro di noi.

Qualora vi siate persi i precedenti post, cliccate qui: https://greenteaforbreakfast.wordpress.com/2015/03/21/il-magico-potere-del-riordino-parte-prima/

E qui: https://greenteaforbreakfast.wordpress.com/2015/03/25/il-magico-potere-del-riordino-parte-seconda/

Il magico potere del riordino – parte seconda

IMG_0401

LIBRI

Partiamo con un video e di seguito la spiegazione del metodo applicato ai libri

1. Disponete sul pavimento tutti i libri.

Nel caso siano troppi, suddivideteli in categorie: – pubblicazioni generiche (libri da leggere) – libri di uso pratico (opere di consultazione, libri di ricette ecc.) – libri da guardare (collezioni di fotografie ecc.) – riviste

2. Prendeteli in mano uno ad uno senza leggerli e sentite che emozione vi suscitano. In base a questa, decidete se buttarli o meno.

A volte non si vogliono buttare perché si pensa di rileggerli. Quanti ne avete letti più di una volta? In genere sono al massimo 5 o 6. Conservate solo quelli che vi fanno battere il cuore, che sareste orgogliosi di avere in libreria. Buttate gli altri. Scartate i libri che non avete mai letto fino ad oggi e quelli che non avete finito, non li leggerete mai. L’autrice dichiara di avere in casa solo 30 libri e che i libri vanno letti solo nel momento in cui si incontrano nella propria vita.

3.Le carte. (non si tratta di pagine di diario o lettere d’amore perché quelle fanno parte dei ricordi). Suddividetele in 3 categorie, non in base al contenuto: in uso, necessarie per un periodo limitato, da conservare a tempo indeterminato. Tutto ciò che non rientra in questi parametri, deve essere buttato. Anche qui vale la regola di cercare di buttare il più possibile.

IN USO: Create un unico punto in cui tenere le carte di cui bisogna occuparsi subito. Bisogna disporle in verticale e volta per volta aggiungete quelle di cui dovete occuparvi senza suddividerle ulteriormente. Questo contenitore dovrebbe essere sempre vuoto.

DA CONSERVARE A TEMPO INDETERMINATO: (polizze, contratti) metteteli in un raccoglitore trasparente/portalistini senza catalogarli ulteriormente.

DA CONSERVARE PER UN PERIODO LIMITATO/DA CONSULTARE SPESSO: (ritagli di giornale, informazioni su workshop e seminari) mettete anche questi in un raccoglitore trasparente.

4. Le carte più fastidiose, come ad esempio materiale didattico – dispense di vari seminari devono essere buttate. Per esperienza si sa che non vengono mai rilette. Stesso destino è riservano ai libretti d’istruzione, agli estratti conto, alle notifiche di pagamento delle utenze, ai libretti bancari scaduti, alle buste paga (una volta controllate quando arrivano, poi possono essere buttate-i contenziosi sono rarissimi e online si possono reperire ormai tutti i dettagli). I certificati di garanzia vanno messi in un’unica busta trasparente senza suddividerli ulteriormente.

Le  cartoline di auguri possono essere buttate ad eccezione di quelle che vi stanno davvero a cuore.

Se vi siete persi la prima parte cliccate qui: https://greenteaforbreakfast.wordpress.com/2015/03/21/il-magico-potere-del-riordino-parte-prima/